Descrizione e osservazioni:

Questa é la mia "stanzetta", misura 4X4,5 Mt e non sarebbe male se non fosse che si tratta di un sottotetto e di conseguenza il soffitto va a scendere da 2,15 Mt a 0,7 Mt!!! A livello sonoro questo comporta una sensazione di "appiattimento" della scena sonora, ma mi considero ugualmente fortunato ad avere una stanza dedicata esclusivamente al mio hobby.

La disposizione dei componenti è quella classica rispetto al punto di ascolto, i diffusori, elementi assai critici, dopo vari tentativi finalmente sono stati inclinati e distanziati dalle pareti in maniera ottimale. Il trattamento acustico della stanza si è limitato a disporre negli angoli (dietro le casse) delle trappole per i bassi di costruzione artigianale che ho chiamato

  Triangle Trap

e da due tappeti dal pelo molto folto posti davanti e dietro l'impianto. Impressioni d'ascolto? Secondo chi ha avuto modo di poter ascoltare alcuni miei dischi, ottime. La scena è ampia e profonda a dispetto delle dimensioni della stanza, un basso corposo ma frenato, medi dettagliati ma mai predominanti, alti presenti ma non taglienti grazie soprattutto all'accoppiata, ormai collaudatissima, vinile/valvole termoioniche. Si perché ritengo, ed è possibile provarlo, che il suono che esce fuori da quel piatto piano nero di plastica cosiddetto L.P. che viene amplificato da un dispositivo tanto semplice quanto valido, è più di quanto naturale, armonioso, emozionante e coinvolgente si possa ottenere in una riproduzione sonora ad alto livello. Ad alto livello chiaramente perché non possiamo più avere a che fare con "perle nere", effetti sorround straordinari, rack giapponesi (senza offesa) e così via, ma a impianti HI-FI creati da oculate scelte dietro tanta esperienza personale, perciò ascolto  di ore e ore per anni e anni, confronti con altri audiofili, sostituzione anche drastica di componenti verso quelli di maggior pregio e di conseguente maggior costo purtroppo, ma di elevata affidabilità e progettazione. Poi non è detto che si debba per forza spendere una fortuna per arrivare ad una certa qualità, chi se lo può permettere potrà godersi l'HI-END a casa, ma sono convinto che la sinergia tra i vari elementi sia l'aspetto fondamentale da considerare e che influisce in maniera determinante sul risultato finale. Il mio rimane un impianto di medio-basso prezzo, se paragonato a quelli esoterici, dove si raggiungono cifre pazzesche, ma ciò nonostante potrebbe reggere il confronto, perché appunto ben assemblato. Inutile pilotare delle Maritn Logan con un piccolo NAD o montare uno SME su un Technics. Mi piace ascoltare la musica molto comodamente e di solito di sera a luci soffuse o addirittura meglio se spente, così che avviene magicamente quello che definirei la materializzazione del suono, ossia non ascolto più la musica, ma la VEDO... la stanza diventa un enorme palco, si dilata e mi trovo nello studio di registrazione o mi trovo tra la gente durante le versioni live... 

 Da "analogista" convinto ascolto poco i CD, non riesco ad apprezzarli, hanno quel suono come dire "asettico", perfettamente innaturale, la tridimensionalità della scena è largamente ridotta o addirittura inesistente. Il passaggio tra analogico (fonte del suono) a digitale (registrazione del supporto) e poi di nuovo all'analogico (conversione), non sfugge alla sensibilità dell'orecchio umano anche meno allenato. Ancora peggio quando il segnale è amplificato da amplificatori a stato solido (transistor), altro passaggio da evitare. Purtroppo dell'evento sonoro originale giunge ben poco alle nostre orecchie, più la riproduzione è fedele a quell'evento più l'impianto è valido, equazione dell'HI-FI! La scelta di amplificatori a tubi è conseguenza di questa logica: la purezza di un fascio di elettroni che viaggia nel vuoto, cosa c'è di meglio? Sia i diffusori sia il resto dei componenti a parte il pre pre, poggiano su supporti disegnati da me e poi costruiti da un saldatore di Venturina (LI), certo Piero, che ha fatto un buon lavoro. Sono costituiti da tubi quadri saldati, verniciati e al posto dei coni, come piedini di appoggio sono state usate delle barre filettate tagliate e appuntite alla mola e bloccate da dadi. Risultato: maggiore microdettaglio e "pulizia" del suono.

L'impianto 2005 rappresenta un ulteriore passo in avanti. Uno stabilizzatore di corrente (la scatola bianca e azzurra) collegato alla rete, garantisce una sicura alimentazione e con i nuovi finali, che sostituiscono in maniera definitiva i VTL 25 Triode, veramente ancora un salto di qualità...

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Franco Galletti